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Saint Maria Goretti

Virgin-Martyr; one of the youngest canonized saints
Born in Corinaldo, Province of Ancona (Italy) on 16 October 1890
Died on 6 July 1902, aged 11, in Nettuno, Province of Rome
Beatified in 1947 & canonized on 24 June 1950 by Pope Pius XII
Feast Day - 6th July

3 2us by Father Francis Selman      

"The example of St Maria Goretti strengthens us to hold fast to the virtues of courage and chastity, which alone can bring us happiness, joy in life and peace in our relationships."

Christine, from England chose Maria as her Incredible Saint      

"I’ve had a long devotion to St Maria Goretti particularly as I’ve become a mother, a mother of four, and the importance of trying to protect my children from all the secular pressures that they’re under, in particular sexual pressures and what that can do to their dignity and their well-being as a child of God. For that intention I’ve always invoked St Maria Goretti. St Maria Goretti was a young girl in Italy from a poor family and she was attacked by a man and he tried to rape her. She fought him off to protect her chastity and her dignity. She was stabbed repeatedly and taken to hospital. On her deathbed in hospital she forgave her attacker."

Born to a farming family, Maria's father died when she was nine. The Gorettis had to share a farmhouse with another family, the Serenellis. Maria took over household duties while her mother & siblings worked in the fields. One day, 20 year old Alessandro Serenellis made sexual advances to her and when she refused to submit to him, he stabbed her 14 times. She was taken to hospital where she died after forgiving him.

In 2002 Noel Crusz, a journalist, wrote about his interviews with Maria's assailant Alessandro Serenelli and Maria's sister Ersilia in 1952: On July 5 in 1902, exactly a hundred years ago, at 3 pm whilst [Maria's mother] Assunta and the other children were at the threshing floor, Serenelli who persistently sought sexual favours from the 11-year-old girl approached her. She was taking care of her infant sister in the farm house. Allesandro threatened her with a 10 inch dagger, and when Maria refused, as she had always done, he stabbed her 14 times. The wounds penetrated the throat, with lesions of the pericardium, the heart, the lungs and the diaphragm. Surgeons at Orsenigo were surprised that the girl was still alive. In a dying deposition, in the presence of the Chief of Police, Maria told her mother of Serenelli's sexual harassment, and two previous attempts made to rape her. She was afraid to reveal this earlier since she was threatened with death.

After Allesandro Serenelli's release from prison, he visited Maria's still-living mother, Assunta, and begged her forgiveness. She forgave him, saying that if Maria had forgiven him on her deathbed then she could not do less, and they attended Mass together the next day, receiving Holy Communion side by side. Alessandro reportedly prayed every day to Maria Goretti and referred to her as "my little saint." He attended her canonization in 1950. Serenelli later became a laybrother of the Order of Friars Minor Capuchin, living in a monastery and working as its receptionist and gardener until he died peacefully in 1970.

Pope Pius XII's Prayer to St Maria Goretti

Hail, O sweet and lovable Saint!
Martyr on earth and Angel in Heaven,
from your glory turn your gaze
on these people who love you,
venerate you, glorify and exalt you.

On your forehead, clear and shining,
you bear the victorious name of Christ (Rev 3, 12);
on your virginal face is the power of love,
the constancy of fidelity to the Divine Bridegroom;
you became a Bride of blood, to print his image within you.

To you, who can powerfully influence the Lamb of God,
we entrust these sons and daughters here present
and all the others who are spiritually united to us.

They admire your heroism, but especially, they long to imitate
you with the zeal of faith and incorruptible moral purity.

To you fathers and mothers turn, that you may assist them in their educational mission.

In you, through Our hands, all children and young people find shelter,
so that they may be protected from all contamination
and advance on the path of life in the serenity and joy of the pure in heart. So be it!"

And so may it be for us all! Amen.

Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione del Centenario della morte di Santa Maria Goretti
- in English, French, German, Italian, Portuguese & Spanish

Al venerato Fratello Mons Agostino Vallini, Vescovo di Albano
1. Cento anni or sono, il 6 luglio 1902, nell'ospedale di Nettuno moriva Maria Goretti, barbaramente pugnalata il giorno prima nel piccolo borgo di Le Ferriere, nell'Agro pontino. Per la sua vicenda spirituale, per la forza della sua fede, per la capacità di perdonare il suo aguzzino, essa si pone tra le sante più amate del secolo ventesimo. Opportunamente, pertanto, la Congregazione della Passione di Gesù Cristo, a cui è affidata la cura del Santuario nel quale riposano le spoglie della Santa, ha voluto celebrare con particolare solennità la ricorrenza.

Santa Maria Goretti fu una ragazza alla quale lo Spirito di Dio donò il coraggio di restare fedele alla vocazione cristiana sino al supremo sacrificio della vita. La giovane età, la mancanza di istruzione scolastica e la povertà dell'ambiente in cui viveva non impedirono alla grazia di manifestare in lei i suoi prodigi. Anzi, proprio in tali condizioni apparve in modo eloquente la predilezione di Dio per le persone umili. Tornano alla mente le parole con le quali Gesù benedice il Padre celeste per essersi svelato ai piccoli e ai semplici, piuttosto che ai sapienti e ai dotti del mondo (cfr Mt 11, 25).

È stato giustamente osservato che il martirio di santa Maria Goretti aprì quello che sarebbe stato chiamato il secolo dei martiri. E proprio in tale prospettiva, al termine del Grande Giubileo dell'Anno 2000 ho sottolineato come "la viva coscienza penitenziale non ci ha impedito di rendere gloria al Signore per quanto ha operato in tutti i secoli, e in particolare nel secolo che ci siamo lasciati alle spalle, assicurando alla Chiesa una grande schiera di santi e di martiri" (Novo millennio ineunte, 7).

2. Maria Goretti, nata a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, dovette ben presto intraprendere, con la sua famiglia, la via dell'emigrazione, giungendo, dopo varie tappe, a Le Ferriere di Conca nell'Agro pontino. Nonostante i disagi della povertà, che non le permisero neppure di andare a scuola, la piccola Maria viveva in un ambiente familiare sereno e unito, animato da fede cristiana, dove i figli si sentivano accolti come un dono e venivano educati dai genitori al rispetto per sé e per gli altri, oltre che al senso del dovere compiuto per amore di Dio. Ciò consentì alla bambina di crescere serena alimentando in sé una fede semplice, ma profonda. La Chiesa ha sempre riconosciuto alla famiglia il ruolo di primo e fondamentale luogo di santificazione per quanti ne fanno parte, a cominciare dai figli.

In tale contesto familiare Maria assimilò una salda fiducia nel provvido amore di Dio, fiducia manifestatasi particolarmente nel momento della morte del padre, colpito dalla malaria. "Mamma, fatti coraggio, Dio ci aiuterà", ebbe a dire la piccola in quei momenti difficili, reagendo con forza al grave vuoto prodotto in lei dalla morte del papà.

3. Nell'omelia per la canonizzazione, il Papa Pio XII di v.m. indicò Maria Goretti come "la piccola e dolce martire della purezza" (cfr Discorsi e Radiomessaggi, XII [1950-1951], 121), perché, nonostante la minaccia di morte, non venne meno al comandamento di Dio.

Quale fulgido esempio per la gioventù! La mentalità disimpegnata, che pervade non poca parte della società e della cultura del nostro tempo, fatica talora a comprendere la bellezza e il valore della castità. Dal comportamento di questa giovane Santa emerge una percezione alta e nobile della propria e dell'altrui dignità, che si riverberava nelle scelte quotidiane conferendo loro pienezza di senso umano. Non v'è forse in ciò una lezione di grande attualità? Di fronte a una cultura che sopravvaluta la fisicità nei rapporti tra uomo e donna, la Chiesa continua a difendere e a promuovere il valore della sessualità come fattore che investe ogni aspetto della persona e che deve quindi essere vissuto in un atteggiamento interiore di libertà e di reciproco rispetto, alla luce dell'originario disegno di Dio. In tale prospettiva, la persona si scopre destinataria di un dono e chiamata a farsi, a sua volta, dono per l'altro.

Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte osservavo che "nella visione cristiana del matrimonio, la relazione fra un uomo e una donna, - relazione reciproca e totale, unica e indissolubile - risponde al disegno originario di Dio, offuscato nella storia dalla 'durezza del cuore', ma che Cristo è venuto a restaurare nel suo splendore originario, svelando ciò che Dio ha voluto fin 'dal principio' (Mt 19, 8). Nel matrimonio, elevato alla dignità di Sacramento, è espresso poi il 'grande mistero' dell'amore sponsale di Cristo per la sua Chiesa (cfr Ef 5, 32)" (n. 47).

È innegabile che molte sono le minacce odierne all'unità e alla stabilità della famiglia. Fortunatamente, però, accanto ad esse si riscontra una rinnovata coscienza dei diritti dei figli ad essere allevati nell'amore, custoditi da ogni genere di pericoli e formati in modo da poter affrontare a loro volta la vita con fiducia e fortezza.

4. Meritevole di particolare attenzione, nella testimonianza eroica della Santa di Le Ferriere, è poi il perdono offerto all'uccisore e il desiderio di poterlo ritrovare, un giorno, in paradiso. Si tratta di un messaggio spirituale e sociale di straordinario rilievo per questo nostro tempo.

Il recente Grande Giubileo dell'Anno 2000, tra gli altri aspetti, è stato caratterizzato da un profondo richiamo al perdono, nel contesto della celebrazione della misericordia di Dio. L'indulgenza divina per le miserie umane si pone come esigente modello di comportamento per tutti i credenti. Il perdono, nel pensiero della Chiesa, non significa relativismo morale o permissivismo. Al contrario, esso richiede il pieno riconoscimento della propria colpa e l'assunzione delle proprie responsabilità, come condizione per ritrovare vera pace e riprendere fiduciosamente il proprio cammino sulla strada della perfezione evangelica.

Possa l'umanità introdursi con decisione nella via della misericordia e del perdono! L'uccisore di Maria Goretti riconobbe la colpa commessa, domandò perdono a Dio e alla famiglia della Martire, espiò con convinzione il proprio crimine e per tutta la vita si mantenne in queste disposizioni di spirito. La mamma della Santa, per parte sua, gli offrì senza reticenze il perdono della famiglia nell'aula del tribunale dove si tenne il processo. Non sappiamo se sia stata la mamma a insegnare il perdono alla figlia o il perdono offerto dalla Martire sul letto di morte a determinare il comportamento della mamma. È tuttavia certo che lo spirito del perdono animava i rapporti all'interno dell'intera famiglia Goretti, e per questo con tanta spontaneità poté esprimersi sia nella Martire che nella mamma.

5. Quanti conoscevano la piccola Maria, nel giorno del suo funerale ebbero a dire: "È morta una santa!". Il suo culto è andato diffondendosi in ogni Continente, suscitando ovunque ammirazione e sete di Dio. In Maria Goretti risplende la radicalità delle scelte evangeliche, non impedita, anzi avvalorata dagli inevitabili sacrifici richiesti dalla fedele appartenenza a Cristo.

Addito l'esempio di questa Santa specialmente ai giovani, che sono la speranza della Chiesa e dell'umanità. In prossimità, ormai, della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, desidero ricordare loro quanto scrivevo nel Messaggio ad essi indirizzato in preparazione di questo tanto atteso evento ecclesiale: "Nel cuore della notte ci si può sentire intimoriti e insicuri; si attende allora con impazienza l'arrivo dell'aurora. Cari giovani, tocca a voi essere le sentinelle del mattino (cfr Is 21, 11-12), che annunciano l'avvento del sole, che è Cristo risorto!" (n. 3).

Camminare sulle orme del divino Maestro comporta sempre una decisa presa di posizione per Lui. Occorre impegnarsi a seguirlo dovunque Egli vada (cfr Ap 14, 4). In questo cammino, tuttavia, i giovani sanno di non essere soli. Santa Maria Goretti e i tanti adolescenti, che nel corso dei secoli hanno pagato con il martirio l'adesione al Vangelo, sono accanto ad essi per infondere nei loro animi la forza di restare saldi nella fedeltà. È così che potranno essere le sentinelle di un radioso mattino, illuminato dalla speranza. La Vergine Santissima, Regina dei Martiri, interceda per loro!

Nell'elevare questa preghiera, mi unisco spiritualmente a tutti coloro che prenderanno parte alle celebrazioni giubilari nel corso di quest'anno centenario ed invio a Lei, venerato Pastore diocesano, ai benemeriti Padri Passionisti impegnati nel Santuario di Nettuno, ai devoti di Santa Maria Goretti e in particolare ai giovani una speciale Benedizione Apostolica, auspicio di abbondanti favori celesti.

Dal Vaticano, 6 Luglio 2002

IOANNES PAULUS II