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Paul VI's Apostolic Pilgrimage to the USA

4th October 1965

Blessed Pope Paul VI travelled to New York for the 20th anniversary of the United Nations. After arriving at Kennedy Airport and visiting Saint Patrick's Cathedral, Paul VI spoke at the United Nations Organisation. He then met with ... at the Church of the Sacred Family before celebrating Mass at the Yankee Stadium of New York. Next he spoke at the World Fair and to the students of the Rice High School in Harlem, before the Farewell ceremony on the same day. He gave an exhortation at the conclusion of his visit in New York, there was a pontifical brief on his trip to the United Nations and he spoke on his arrival back in Rome.

Saluto del Papa Pablo VI alla Partenza dall'Urbe
Visita all'Organizzazione delle Nazioni Unite
Lunedì, 4 ottobre 1965 - in italiano

"Sull'atto di intraprendere il Nostro viaggio verso la sede delle Nazioni Unite, nel ventesimo anniversario di fondazione di quella Organizzazione internazionale, mentre Ci affidiamo alla Provvidenza del Signore per l’esito della Nostra Missione di Pace e di buona volontà, inviamo un saluto aperto, franco, augurale a tutti i popoli del mondo.

Sappiamo che essi guardano con speranza a questa iniziativa, e ne abbiamo avuto nei giorni scorsi testimonianze numerose e assai gradite: tutti li ringraziamo di cuore, unitamente ai loro Governanti. Ci incontreremo con gli esperti e valorosi rappresentanti dei singoli Stati, radunati a costruttivo dialogo nell’ambito della sede delle Nazioni Unite. E mentre a tutti attestiamo la Nostra stima e benevolenza, Ci è caro formulare, in questo particolare momento, un’assicurazione e una speranza.

L’assicurazione: che cioè la Nostra intrapresa, come ogni Nostra parola che pronunceremo nei prossimi incontri altra ambizione non hanno, altro scopo non avranno che incoraggiare, confortare, benedire gli sforzi degli uomini di buona volontà, intesi alla tutela, alla garanzia, all’incremento della pace universale. Questo è il fine, che Ci siamo proposti nell’accettare l’invito tanto cortese quanto pressante, rivoltoci nel ventennale di istituzione dell’O.N.U.

La speranza, o, diciamo meglio, la certezza: che cioè il Nostro passo, fatto nella sincera coscienza della Nostra pochezza quanto nella confidenza nell’aiuto divino, come è stato accolto con risonanza unanime e consolante, così trovi nei cuori degli uomini, specialmente di coloro che reggono le sorti dei popoli, rispondenza volonterosa. Il mondo aspetta e chiede pace; il mondo ha bisogno di pace; il mondo esige pace, vera, stabile, duratura, dopo le sofferenze delle guerre, che hanno sconvolto il nostro secolo, dopo i lutti immani che hanno devastato l’umanità. Debbono cadere le ostilità reciproche: debbono comporsi con eque e coraggiose trattative le divergenze immancabili; debbono assicurarsi l’ordinato progresso del vivere civile e il fiorire delle libere attività del pensiero e dell’arte.

Solo la pace può garantire questo. E pace Noi chiediamo con voce inerme ma invigorita dalla forza stessa del Principe della Pace, di Cui siamo ministro e rappresentante in terra: pace chiediamo ai Capi di Stato come agli uomini politici, ai diplomatici come agli esperti di economia e di finanza, agli scienziati e ai filosofi, ai letterati e ai pubblicisti. Tutti sono chiamati a portare il loro contributo alla grande opera della pace, che di tutti ha bisogno per mettere radici profonde e inestinguibili nel tempo presente.

Con questa promessa e in questa certezza, iniziamo il Nostro viaggio in nomine Domini, fidenti altresì nella protezione di Colei, che Regina della pace è invocata. E tutti benediciamo, invocando sulle singole Nazioni del mondo l’onnipotente protezione del Signore. Pace a voi tutti! (Lunedì 4 ottobre: ore 4.30)"


*  *  *

VOTI PER TUTTI I POPOLI DELLA TERRA

"Durante la Nostra visita all’organizzazione delle Nazioni Unite, ove Ci rechiamo per rivolgere le Nostre parole di pace ai suoi membri ed al mondo intero, Noi saremo ospiti dell’illustre Arcivescovo di New York, il Signor Cardinale Spellman.

Pertanto, a tutti i popoli dell’America del Nord inviamo il Nostro cordiale saluto, augurando loro un costante e fecondo progresso, mentre facciamo voti che i mirabili rapporti che regnano tra loro, e la loro salda amicizia possano servire d’esempio a tutte le nazioni del mondo.

Confidando nell’ausilio delle loro preghiere per il buon esito dei Nostri sforzi, di cuore invochiamo su di loro da Dio abbondanti grazie di luce, di protezione e di pace.

Nel momento in cui intraprendiamo, in favore della pace, un solenne viaggio che Ci è dettato dal Nostro Ministero Apostolico, Noi rivolgiamo un commosso saluto ai popoli dell’Europa, che sarà rappresentata, durante questo viaggio, dal Signor Cardinale Eugenio Tisserant, Decano del Sacro Collegio.

Possa questo continente, così spesso tormentato nel corso della sua storia millenaria dalle guerre e dal loro seguito di miserie, trovare finalmente le vie di una intesa stabile, che gli permetterà di esercitare, nel novero delle nazioni, l’influsso cui lo designa il suo grandioso passato, così ricco di valori di civiltà e di cultura!

Nell’intraprendere la Nostra Missione di Pace alle Nazioni Unite, Ci compiacciamo di volgere il Nostro affettuoso saluto a tutti i popoli del Centro e del Sud America, i quali sono rappresentati nel Nostro viaggio dal Signor Cardinale Antonio Caggiano, Arcivescovo di Buenos Aires.

Facciamo voti e domandiamo ardentemente al Signore che tutti questi Paesi, uniti in comunanza di fede e affratellati con vincoli di gloriose tradizioni cristiane, vivano sempre in continuo progresso fondato sulla giustizia e sulla concordia degli spiriti. Ad essi chiediamo che Ci aiutino, soprattutto con le loro preghiere, perché siano realizzate le Notre speranze di pacifica e prospera convivenza internazionale.

L’Africa, terra diletta di cui conserviamo i più felici ricordi, con la varietà dei suoi popoli e delle sue tradizioni, è rappresentata nel Nostro viaggio alle Nazioni Unite per perorare la pace, dal Signor Cardinale Rugambwa, Vescovo di Bukoba.

Su quel grande continente e su tutti i suoi abitanti Noi invochiamo di cuore le più ricche grazie celesti di prosperità, progresso, benessere, ed ogni bene di ordine materiale e spirituale, specialmente il divino dono della pace tra loro e con il mondo intero. Per il conseguimento di tali alte finalità Noi domandiamo l’appoggio delle loro preghiere e del loro interessamento.

A tutti i popoli dell’Asia, così degnamente rappresentati nella Nostra Missione di Pace alle Nazioni Unite dal Signor Cardinale Tatsuo Doi, Arcivescovo di Tokyo, Noi inviamo un cordiale saluto, invocando su di essi tutti quella tranquillità dell’ordine nella giustizia e nella carità, in cui è la vera pace.

Possa l’impero della legge, basato sopra il fraterno rispetto ed amore, con l’aiuto di Dio, assicurare la pace a spiriti e cuori travagliati, e ristabilire una cordiale amicizia tra uomini e nazioni. Per questo scopo Noi chiediamo la cooperazione delle loro preghiere e del loro buon volere.

La presenza tra gli illustri Presuli che Ci accompagnano nel viaggio alle Nazioni Unite, dove Noi indirizzeremo al mondo la Nostra perorazione per la pace, del Signor Cardinale Gilroy, Arcivescovo di Sydney, Ci spinge a volgere il Nostro affettuoso pensiero all’Australia ed Oceania, e alle loro diverse razze e popoli.

Che l’universale concordia e progresso rechino ad essi felicità e prosperità, e specialmente conceda ad essi Iddio, Creatore di tutte le cose, tutti quei doni spirituali cui la vita umana aspira per il suo appagamento nell’eterna gioia. Ad essi Noi chiediamo di pregare per una giusta e durevole pace sulla terra.

Salutiamo i numerosi fedeli, ovunque si trovino, che appartengono alle venerabili Chiese Orientali. Nell’associare a Noi in questa solenne visita che Ci accingiamo a compiere alle Nazioni Unite il Signor Cardinale Agagianian, Noi abbiamo voluto significare che tutti i cristiani orientali sono in qualche modo presenti accanto a Noi in questo viaggio, il cui carattere pacifico vuole abbracciare in un medesimo amore l’Oriente e l’Occidente. A tutti inviamo con affetto la Nostra Benedizione Apostolica."

Papa Paul VI's Address at the Welcome Ceremony
Kennedy Airport, New York, Monday 4 October 1965 - in English

"I reply without delay to the greetings presented to me by the distinguished Representatives of the United Nations, and I express my sincere thanks for the invitation extended to me to address that great Assembly. I am thus given the honour and the good fortune of meeting that greatest of all international organizations. It gives me particular pleasure to mark in this way the twentieth anniversary of the founding of the United Nations, and to express my best wishes for its permanency and its development.

My encouragement and support have, I believe, a special meaning. This is because I come from Rome, that city which, first of all in the history of our civilization, promoted and represented the political union of peoples under the rule of law, and consequently in liberty, in culture and in peace.

I come from Rome, where there is located the central seat of that religious society, not founded on temporal power, which is the Catholic Church. I am happy to note the natural sympathy existing between these two universalities, and to bear to your terrestrial city of peace the greetings and good wishes of our spiritual city of peace. One is a peace which rises from the earth, the other a peace which descends from heaven; and their meeting is most marvelous: Justice and peace have kissed one another. May God grant that this be for mankind’s greater good.

We also wish to reply without delay to the greetings offered me by this great country in the person of the President’s representative, a country so free, so strong, so industrious, so full of wonders, this country of America, the America of the States, where We have so very many brothers, sons and friends in the faith, and where a populous nation founds its very modern civilization upon the brotherhood of its citizens.

Greetings to you, America! The first Pope to set foot upon your land blesses you with all His heart. He renews, as it were, the gesture of your discoverer, Christopher Columbus, when he planted the Cross of Christ in this blessed soil. May the cross of blessing which We now trace over your skies and your land preserve those gifts which Christ gave you and guarantees to you: Peace, concord, freedom, justice - and above all the vision of life in the hope of immortality. God bless this land of yours!"

The Holy Father Pope Paul VI's Address at St Patrick Cathedral
New York, Monday 4 October 1965 - in English  

"I thank my beloved Son, Cardinal Spellman, your esteemed Archbishop, for this warm welcome. I come to you from Rome with the blessings of those great Saints Peter and Paul, whose blood sanctified it, and the blessings of Christ whose Vicar on earth I am.

To you, dear Brother, pastor of this magnificent and glorious edifice, to the Bishops, clergy, religious and faithful gathered around you, I extend a word of special greeting. Today I feel a common citizenship with you because I am here in your city and your country and because you are citizens of the Church of Rome. We truly are one in sentiment! The patron of this great cathedral, Saint Patrick, once said, "As you are Christians, so be you Romans." This I feel in a special manner because we are all citizens of Rome.

Asking you for your prayerful support of my message for peace, I extend to all of you and to your dear ones at home, the aged, the sick and the children in a special manner, my paternal Apostolic Blessing."